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Peter Hustin (Il superviore dell'organismo europeo per la protezione dei dati) ha anticipato in una intervista che l'Unione Europea ha intenzione di approfondire le proprie indagini sull'impatto dei motori di ricerca nella privacy dei cittadini.
Recentemente, l'UE aveva chiesto a Google di spiegare le ragioni della conservazione dei log di navigazione degli utenti per due anni, costringendola, di fatto, a modificare la sua politica.
Non sono stati fatti i nomi delle società nel mirino dell'organismo di controllo europeo, ma è implicito che fra esse ci siano Yahoo, Lycos, Microsoft Windoes Live.com. Tra ottobre e dicembre, l'indagine UE dovrebbe condurre alla realizzazione di un documento sulle condizioni di privacy dei cittadini in relazione all'uso dei motori di ricerca.
Secondo Hustinx, l'uso di Google potrebbe creare numerosi problemi alla tutela della privacy e la risposta della società di Mountain View ai rilievi europei sono apparsi finora abbastanza lacunosi. Tuttavia, Hustinx ha molto apprezzato la collaborazione di Google sulla riduzione dei tempi di data retention, da 2 anni a 18 mesi.
Per ora, dunque, l'Europa cerca il dialogo con il grande motore di ricerca, ma non è esclusa, per il futuro, una linea più dura, nel caso le lacune lamentate non siano finalmente colmate.

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