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 Esattamente 4 decadi fa, tre ricercatori della Texas Instruments rivoluzionarono l'apprendimento e lo studio della matematica inventando la calcolatrice tascabile. Il dispositivo, entrato sin dagli anni 80 nell'uso comune, ha rappresentato un salto di qualità senza precedenti nel modo di "far di conto" ma soprattutto di pensare alla matematica, favorendo un approccio più creativo e ad un livello di astrazione superiore.
Nelle scuole la calcolatrice handheld ha significato l'abbandono definitivo della conta a mano, del regolo calcolatore e dei calcoli scarabocchiati a penna sul retro del quaderno. Tutto meccanizzato, digitalizzato e infine contenuto in un oggetto che oggi si tende a considerare imprescindibile per lo studio o la ricerca, ma che ancora negli anni '60 era impensabile utopia.

In 40 anni le calcolatrici tascabili ne hanno fatta di strada: quelle moderne vanno considerate a tutti gli effetti dei piccoli computer portatili e programmabili, essendo in grado di rappresentare e calcolare indistintamente problemi grafici o algebrici, ritenere formule e via di questo passo. Una evoluzione tecnologica costante, al punto che ora gli esperti si chiedono se l'abuso dei mini-calcolatori non porti a inaridire piuttosto che arricchire l'intelligenza matematica di studenti e ricercatori.

Secondo Tom Loveless, autore di una ricerca sull'influenza delle calcolatrici sui risultati scolastici, adoperare le calcolatrici non farebbe altro che ridurre invece di aumentare le capacità cerebrali dei paesi dove sono usate con naturalezza e costanza.

È di parere contrario Jerry Merryman, uno dei tre scienziati inventori del primo calcolatore handheld, secondo il quale gli studenti di oggi "forse non sono così bravi a contare i numeri sul retro di un blocco note", ma ha

Elizabeth Korte, insegnante alla Stone Bridge High School, crede nel valore aggiunto dei calcolatori ma è convinta del fatto che essi vadano usati il giusto senza strafare, e che sia sempre necessario memorizzare le regole fondamentali della matematica. "Credo che essere a proprio agio con i calcoli mentali aiuti ad impegnarsi con la matematica superiore" sostiene la professoressa.

Fonte: Punto-Informatico

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